Questa storia inizia da molto lontano…

… dai primi dell’800. C’era Napoleone allora, le sue tracce sono ancora oggi presenti. Nel nostro dialetto le sedie si chiamano “siegge” e le strade “ruve”. Fino alla generazione di nonno la nostra terra era divisa in pezzi e ognuno aveva un nome: Carbonazza, Piane di Maggio, Casone … Ad ogni nome corrispondeva una famiglia di mezzadri. Podere, famiglia colonica, casa rurale e proprietà costituivano una struttura armonica con obblighi, diritti e legami difficili da spiegare oggi.

Io però me li ricordo ancora, alcuni vecchi mezzadri di nonno. Il cestino di pesche primizie che Nicolino portava a Donna Beatrice, mia mamma. Lei gli offriva immancabilmente un bicchiere di vino rosso e Nicolino lo beveva in cucina, seduto su una sedia appoggiata al muro.

E ricordo la nonna cantante lirica, dotata di fascino e talento. La giovinezza passata a Napoli negli anni ’20, una Napoli vivacissima per le arti e la cultura. Il suo ritorno alla terra d’Abruzzo, così diversa, dopo il matrimonio con il nonno: Donn’Arturo.  Diversi anni dopo la sua morte ho ritrovato in un cassetto la sua carta d’identità. Sulla casella “professione” c’era scritto: “proprietario”.

Arrivarono poi gli anni della guerra. Il fronte si fermò sulle nostre terre per tanti mesi, portando con sé povertà, fame, paura, macerie. Poi i proiettili cessarono e la terra non perse il vizio di rifiorire.

Il grande cambiamento avvenne con mio padre: un vero innovatore. Interpretò l’epoca degli anni ’60 e ’70. Trasformò le proprietà in un’azienda. Fondò e presiedette la prima Cantina Sociale, un evento importante per il territorio. Pensò poi alla cantina di famiglia, accorpando i terreni e diversificando i vigneti.

Ancora nessun marchio però, all’epoca il vino veniva venduto ad altri.

Ora ci siamo noi, mamme di tre splendidi figli, con una vita molto diversa. Abbiamo capito che la terra ci appartiene e noi apparteniamo a lei molto più di quanto abbiamo sempre pensato. Un’insolita forma di appartenenza, che somiglia più a una custodia. L’abbiamo ricevuta da chi c’era prima e la consegneremo a chi ci sarà dopo. Con il nostro contributo. Tenuta Tre Gemme è proprio questo…

Questo è il nostro contributo: un marchio di proprietà della nostra famiglia che produce vini di qualità eccellente, rispettando l’ambiente e valorizzando la nostra terra.