Identità & Spirito del luogo: Le Tre Gemme

Al confine con la Tenuta c’è un santuario, vecchio di mille anni. L’ispirazione per il nome della Tenuta è arrivata proprio da lì. Sul portale di ingresso si trova un bassorilievo che rappresenta Sant’Anna con in braccio la Madonna bambina. Ci sono tre fori, uno sulla fronte di Sant’Anna, l’altro sul petto di Maria ed il terzo sui piedi di entrambe, che poggiano a terra. L’alloggiamento di tre pietre preziose, ora purtroppo perdute, a indicare la chiarezza dell’Intelletto, la forza del Cuore e la saldezza del legame con la Terra. Il Cielo che attraverso le Donne si congiunge alla Terra e la rende feconda. Una linea antichissima, la chiesa sorge sui resti di un tempio pagano dedicato anch’esso a una divinità femminile.

Vi sono luoghi nei quali certe sensazioni sono più intense e sembra di poter attingere alla forza della natura al di là delle barriere del tempo e dello spazio. Il fascino attraente della fecondità, della eterna rinascita.

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Te ne offriamo il sapore e il profumo, insieme al nostro vino…

Il paesaggio morbido e accogliente delle nostre colline ricoperte di vigne opulente. Protette dalle montagne, ma dove arriva l’aria del mare che si vede in lontananza: una striscia azzurra e un odore salmastro nel vento, nelle giornate in cui tira da est.

La viticoltura in Abruzzo ha origini antichissime: fin dall’Età del Ferro ci sono testimonianze della coltivazione della vite. Con gli etruschi, intorno al VI sec. a.C., le popolazioni abruzzesi locali imparano a maritare la vite all’albero. In seguito poeti greci e latini hanno tanto decantato i vini prodotti in questa terra. Negli anni a venire la vite subì alti e bassi, ma anche qui i monaci hanno fatto rifiorire questo antico patrimonio.

Oggi la viticoltura in Abruzzo è in splendida forma. La nostra azienda coltiva varietà autoctone in una posizione privilegiata su terreni situati tra i 365 e i 550 metri sul livello del mare, riparati dalle montagne e accarezzati dalle brezze marine. Ci prendiamo cura dei nostri vigneti con la stessa passione e volontà di fare dei nostri predecessori.

Questa è l’eredità che ci ha lasciato la nostra famiglia. Il nostro compito è di custodirlo, con l’obiettivo di farlo crescere e offrirtelo.

Riflessioni sul bassorilievo

Immagine matriarcale che esprime il femminile nella sua pienezza: la forza creatrice, la BeReYT ebraica, la stessa che ha dato origine all’universo. Madre e figlia sono la stessa persona, e il femminile nella sua pienezza si esprime appunto nella donna che è a un tempo madre e fanciulla. Ma questa pienezza è carica di energia al punto che l’unione delle due figure fa intravedere una terza figura (nascente), che è quella di Gesù sotto le sembianze di Maria. In altri termini, se Anna e Maria sono la stessa persona, entrambe nella loro unione sono una terza persona (Gesù). E se Anna e Maria sono visibili, la terza persona è una presenza invisibile, che qualifica e da senso alle prime due. I tre fori ripetono questa trinità: quello in basso la materia, da cui mater, quello al centro l’anima, quello sopra lo spirito. Il foro centrale è un doppio foro, il cuore di Maria, e il ventre -doppiamente gravido- di Anna.

Special thanks to Paolo D’Intino